la biblioteca

immagine

Così, in data 15 ottobre 1709, da Livorno, scrive al padre:

Sir, at last after a long & tedious voyage, by God’s blessing the little black man is arrived in Italy to pass some time in a voluntary exile. I have met with a book of the Church at Pisa in the same method with that of St Mary Maggiore. There are glorious brass gates both ancient & modern finely represented in sculpture with abundance of other curiositys. I shall have mine coloured.4

Proprio il caso pisano si presenta come punto di osservazione privilegiato per capire l’approccio di Talman alle antichità e ai monumenti medioevali, documentando la sua affascinante personalità di marchand amateur. Se da un lato infatti egli disegnava in prima persona all’interno del duomo e delle altre chiese pisane – grazie ai buoni rapporti con Giuseppe Mammonà (custode del duomo) e con i cappellani del duomo stesso e di Santo Stefano – dall’altro concepì l’ambizioso progetto di redigere una vera e propria guida illustrata dei luoghi di culto pisani, con disegnatore Santi Santucci, estendendo e applicando in concreto al caso pisano l’idea di “una storia illustrata della chiesa di Roma; l’obiettivo era ora concentrato su una singola città”.5
Punto di riferimento imprescindibile doveva essere il Theatrum Basilicae Pisanae (Roma 1705, con appendice del 1723) del canonico Giuseppe Martini (fig. 26 fig. 27), stampato, significativamente, dai romani De Rossi, presso i quali lavoravano alcuni tra i più abili calcografi del momento, tra i quali Giovanni Gerolamo Frezza e Domenico Mariani Franceschini. Come è stato evidenziato,

Se la struttura del Theatrum richiama pertanto la tipologia di alcuni dei più prestigiosi testi prodotti dall’editoria romana della fine del XVII secolo […], fu proprio un apparato iconografico profondamente rinnovato rispetto ad una consolidata tradizione a fornire un contributo che non poteva essere successivamente ignorato. L’insigne complesso architettonico medioevale […] diventa occasione di una lettura a più livelli che contiene diversi e articolati stimoli figurativi e culturali. Nei disegni dei Melani, ad una meditata reinterpretazione dei più illustri modelli forniti dal disegno di paesaggio toscano seicentesco si unisce un approccio scientifico testimoniato dalla resa precisa e critica del dato architettonico.6

Il Theatrum Basilicae Pisanae funziona dunque da ideale trait d’union tra interessi pisani e romani di Talman, che era aggiornato e interessato in particolar modo alle antichità di Roma.

In una lettera del 31 maggio 1710 diretta a Richard Topham parla con disinvoltura e con spirito da ‘cacciatore di volumi’, dell’incisore Hieronymus Cock e degli studiosi Ficoroni e Bianchi:

I have frequently thought of the list you was pleased to favour me with but to my mortification just as I came to Rome Mr Digby bought the sections & plan of the Dioclesian Baths, in good condition & something larger than those of Kock from which the said Kock copyed his. I hope one day to find them. The Book of the Coliseo is not published. Sigr. Ficoroni is publishing a plan of Rome with the antiquitys [of Rome] that now remain, disposed in their proper places, without any of the modern buildings, only the lines of the streets. This will be usefull in history. At Florence Sigr. Bianchi is [publishing] preparing an account with comments on the Duke’s medals & statues. In my next I hope to give you a more exact account of matters of this nature, & of the purchasing the foresaid Collection. 7

Ma i libri svolgono anche una funzione concreta di insegnamento, permettendo a Talman di districarsi nel mondo aristocratico e diplomatico italiano, e allora ecco che, esercitandosi, scrive a Thomas Madox in data 11 giugno 1708:

Sir Colendissimo Signor, Il favore recevuto da V.S. del: 3 corrente mi cagione grandissima sodisfattione. Ma come ci [ch]’e nulla in questa vita senza mescolanza di dolore, cosi me sentir’ s’gratiato in questa mia interpresa di scrivere in lingua Italiana. [Ch] è ben grande le differenze tra il parlare o scrivere per mezzo di prattica come faccio Io, & il scrivere per la forza di longa fatica nella lettione di libri scelti & il studio Grammaticale. Questo dico per ‘scusarmi & non per sentirme lodato. 8

immagine

Ma l’utilità concreta dei libri, e insieme il forte interesse per loro di Talman, ha un curioso e significativo risvolto in un’altra lettera, allorché il 13 dicembre 1709 scrive ad «Archangelo de Michael Angelis in Rome» di essere alloggiato «in Casa del Sigr. Mingardi Libraro al insegno di So. Filippo Neri appresso So. Apolinnare, Firenza». 9

L’intento della banca dati è dunque proprio quello di restituire l’ampia varietà di titoli e temi presenti nella biblioteca di Talman, creata dallo studioso nei lunghi anni di viaggi per l’Europa, partendo dal periodo di studio a Leida, dove si iscrisse il 25 giugno del 1697, per arrivare all’ultimo soggiorno italiano, conclusosi nel 1717.
La formazione della biblioteca riflette appieno, come intravisto attraverso l’analisi di alcuni casi emblematici, il formarsi e lo sviluppo di un gusto tipico della fazione nobiliare cattolica inglese della prima metà del Settecento, in cui la passione per l’antiquaria, il culto e il passato, remoto e recente, si intrecciavano con esigenze politico-culturali atte a divulgare una ricostruzione storica dell’Inghilterra alternativa a quella ufficiale.
Scorrendo i titoli troviamo così Quinti Horatii Flacci emblemata Imaginibus in oes incisis, notisq´, illustrata, studio Othonis Vœni, Batauolugdunensis, di Otto Van Veen, e il celebre Earl of Castlemain's Embassy to the Pope 1688, with Latin Verses in Praise of K. James II when he was Ambassador at Rome, relazione alla base della rivolta protestante (fig. 28). Non mancano tuttavia i classici testi storici di William Camden 10 e Peter Heylin,11 e i bei libri dedicati a Oxford e Cambridge, ovvero Oxonia illustrata, sive, Omnium celeberrimæ istius universitatis collegiorum, aularum, bibliothecæ Bodleianæ, scholarum publicarum, Theatri Sheldoniani, nec non urbis totius scenographia, e Cantabrigia illustrata, sive, Omnium celeberrimæ istius universitatis collegiorum, aularum, bibliothecæ academicae, scholarum publicarum, sacelli coll. Regalis nec non totius oppidi ichnographia.
Come è già stato osservato12 sono presenti anche testi dedicati alla filosofia naturale ed altri di argomento ‘cartesiano’, come De la Recherche de la vérité di Malebranche e Renati Des-Cartes Principia philosophiae, di Cartesio appunto.
Sterminato, com’è ovvio aspettarsi, il settore dedicato all’Architettura e all’Antichità, dove, oltre ai testi esaminati in precedenza, troviamo Onofrio Panvinio e Aegidius Sadeler, Serlio e Palladio, Labacco e Vignola, solo per citarne alcuni, con un’attenzione specifica, significativamente, dedicata a Roma e all’Inghilterra, con volumi come The History and antiquities of the Exchequer of the kings of England in two periods e Nuovi disegni dell’architetture e piante de’ palazzi di Roma de’ piu celebri architetti di Giovan Battista Falda.
L’interesse per la religione rimane ben presente lungo tutta la collezione, con testi come Hugo Grotius De veritate Religionis Christianae Editio novissima o The Life of the most reverend and religious prelate John Whitgift, rivelando costantemente il doppio intento culturale (teorico e al tempo stesso calato nella contemporaneità) di Talman, messo intelligentemente in luce nei diversi saggi contenuti in John Talman. An Early-Eighteenth-Century Connoisseur.13

Il data base, schedando la totalità della biblioteca di Talman, oltre 400 volumi, si pone l’obiettivo di facilitare ricerche future intorno alla personalità dell’architetto inglese, fornendone una lettura più immediata e diretta attraverso l’esplorazione del patrimonio librario raccolto nel corso della vita. Proprio per agevolare la consultazione sono stati così creati dei campi di ricerca tematici, che, rispecchiando la molteplicità di approcci culturali possibili, consentono al lettore di passare da un tema all’altro senza alcuna difficoltà. Per motivi di fedeltà filologica è stata sempre mantenuta la dicitura del titolo così come compariva nel catalogo di vendita, consentendo in tal modo di verificare di volta in volta la corretta identificazione del volume, riportato alla voce “Titolo originale”, così come viene descritto ad oggi sui cataloghi delle biblioteche. Il lettore potrà infine esaminare la collezione nella sua interezza leggendo l’elenco dei titoli o quello degli autori.



1 | 2 |
  1. 4. G. Parry, 'The John Talman Letter-Book', Fifty-ninth Volume of the Walpole Society (1997), 78.
  2. 5. C.M. Sicca, Pisa e l'Europa. Guide e viaggiatori, in Settecento pisano. Pittura e scultura a Pisa nel secolo XVIII, a cura di R.P. Ciardi (Pisa: Pacini, 1990), p. 216.
  3. 6. L. Tongiorgi Tomasi, A. Tosi, Le "arti del disegno" a Pisa nel Settecento, ivi, p. 286.
  4. 7. G. Parry, 'The John Talman Letter-Book' cit., pp. 109-110.
  5. 8. Idem, 61.
  6. 9. Idem, 89.
  7. 10. W. Camden, Annales rerum Anglicarum et Hibernicarum regnante Elisabetha, Amsterdam 1677.
  8. 11. P. Heylin, Hall's Help to English History, London 1641.
  9. 12. A. Capitanio e C.M. Sicca, Viaggio nel rito. John Talman e la costruzione di un Museo Sacro Cartaceo (Firenze: Edifir, 2009), in particolare p. 14 e pp. 26-33.
  10. 13. John Talman: an early-eighteenth-century connoisseur, edited by C.M. Sicca (New Haven and London:Yale University Press, 2008).


Torna ad inizio pagina